Previsione per il 12 giugno 2024
Previsore: Federico Pavan
·Aggiornato il 11 giugno 2024, 15:45
TESTO BREVE
Un'ampia saccatura locata lungo e a nord delle Alpi continuerà a supportare la genesi di temporali localmente intensi al nord Italia. Il getto in quota che la circonda in parte rimarrà legato alla saccatura principale dell'Europa centro-settentrionale, ed in parte verrà incluso in un flusso più intenso che separa la saccatura da un promontorio d'alta pressione sul Mediterraneo meridionale. La combinazione di energia e windshear favorevoli consente l'emissione di un livello 1 su tutto il nord per grandinate anche di medie dimensioni e nubifragi localmente insistenti, senza escludere raffiche di vento lineari ed un fenomeno vorticoso. Lungo il Po orientale il rischio di tali fenomeni intensi sembrerebbe più elevato, quindi viene emesso un livello 2 per questa zona.
DISCUSSIONE
Pianura Padana orientale
Dopo ulteriori possibili temporali nella notte (collegati alla situazione descritta per oggi), a cui sarà associato principalmente un rischio per nubifragi data la sufficiente PWAT presente (oltre i 30 mm), nel corso della mattinata si dovrebbero aprire schiarite più o meno ampie che permetteranno la destabilizzazione da parte dei raggi solari. Contemporaneamente, il vento in quota aumenterà ed il vento al suolo, che soffierà dal Mar Adriatico, trasporterà umidità dal mare portando a valori di CAPE (sia Mixed Layer che Surface Based) oltre i 1000 J/kg. Vento più sudoccidentale soffierà dal Mar Tirreno generando una dryline appenninica che scenderà sulla pianura emiliana. Gli shear vectors saranno relativamente perpendicolari a tale boundary e ciò favorirà celle distinte tra loro almeno nelle prime fasi. Il Deep Layer Shear sarà nel range 15-30 m/s favorendo l'inclinazione e l'organizzazione dei temporali con la possibilità di grandine anche di medie dimensioni nelle celle più intense data anche l'aria fredda in quota. Nell'area del livello 2 potrà andarsi a sviluppare un punto triplo più o meno ben definito tra la dryline, la ventilazione umida adriatica e quella più fresca da nord-nordest; gli odografi all'inizio più rettilinei favoriranno splitting supercells con grandine (resa quindi più probabile, motivo dell'emissione del livello 2), ma in caso una right mover dovesse deviare sufficientemente a destra ed avvicinarsi al punto triplo, questa troverà maggior LLS (anche oltre i 10 m/s), SRH (anche oltre i 300 m2/s2) ed odografi più ricurvi nei bassi strati specie in presenza di venti da est. Con anche sufficiente CAPE accumulato lungo la dryline nei primi 3 chilometri dell'atmosfera, non è da escludere il verificarsi di un tornado mesociclonico.
Più a nordest si svilupperà un boundary tra venti da sudest e nordest, lungo il quale potrebbero formarsi altre celle temporalesche. Qui gli shear vectors saranno più paralleli al boundary e quindi non sono altrettanto probabili celle distinte, ma lo shear favorevole comunque potrà supportare la genesi di strutture supercellulari e chicchi di grandine. Il parallelismo tra vettori di shear e boundary potrà favorire multicelle più stazionarie con un rischio per precipitazioni abbondanti, supportate anche da PWAT oltre i 30 mm. Con sufficiente CAPE nei bassi strati, non è da escludere un isolato fenomeno vorticoso lungo il boundary.
Pianura Padana centro-occidentale e rilievi
Le condizioni termodinamiche saranno simili al resto della Pianura Padana, ma per il getto più intenso spostato verso est sulle zone precedentemente descritte, il setup non sarà altrettanto severo. Con l'arrivo di venti dal Mar Tirreno potranno formarsi celle orografiche supportate anche dall'irraggiamento solare sull'Appennino, che potranno estendersi anche in pianura con la discesa dei venti secchi dalle montagne e/o degli outflow. Lo shear sarà minore (10-20 m/s) e perciò saranno possibili nubifragi localmente insistenti, ma non essendo comunque nullo non è da escludere qualche chicco di grandine di dimensioni medie. Una situazione simile si avrà sulle Alpi piemontesi e tra tardo pomeriggio e sera sarà possibile un'estensione verso est fino alla Lombardia con un sistema convettivo multicellulare capace di produrre anche forti raffiche di vento lineari. Esiste anche la possibilità, seppur minore rispetto al livello 2, di una convergenza tra venti orientali dall'Adriatico, venti freschi da ovest-nordovest e la dryline appenninica, rendendo possibile una supercella in coda al sistema con un rischio maggiore per grandine senza escludere un fenomeno vorticoso. Esistono però l'incertezza dell'effettivo sviluppo di questa convergenza e di quanta energia sarà ancora disponibile dato l'orario.
Infine, il livello 1 viene esteso verso nord sulle Alpi orientali per la possibilità di forti precipitazioni convettive insistenti e verso sud lungo il versante adriatico dell'Appennino per la possibilità di celle orografiche pomeridiane sottoposte a DLS anche oltre i 25 m/s che potrà favorire qualche chicco di grandine di dimensioni medie.
PRETEMP è un gruppo di lavoro che si pone l'obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano. PRETEMP NON EMETTE ALLERTE bensì previsioni probabilistiche sperimentali. PRETEMP inoltre svolge attività di raccolta di segnalazioni dei fenomeni severi avvenuti in collaborazione con l'associazione Meteonetwork e l'European Severe Storms Laboratory attraverso il database Storm Report al fine di verificare le previsioni emesse.
PER ALLERTAMENTO UFFICIALE AFFIDARSI SEMPRE AL DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE.
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