Previsione per il 8 giugno 2025

Pericolosità 1

Previsore: Giorgio Rotunno

Aggiornato il 7 giugno 2025, 15:00

Mappa previsione del 08 giugno 2025

TESTO BREVE

Dal pomeriggio-sera di domenica, sono attese condizioni instabili tra il Veneto orientale e il Friuli-Venezia Giulia, in particolare lungo le zone pedemontane tra Bellunese, Trevigiano e Prealpi friulane.
In alcune aree si potrebbero formare temporali localmente forti, sostenuti da venti favorevoli allo sviluppo di celle ben organizzate.
Un livello 1 è stato posto per grandinate di dimensioni medio-piccole, raffiche di vento forti e possibili trombe d’aria (anche di natura mesociclonica). In serata, un sistema temporalesco più esteso potrebbe coinvolgere le zone montane del FVG e sconfinare verso la Slovenia, anche se con intensità in calo. Non è escluso che alcuni residui focolai temporaleschi si spingano verso le pianure italiane, accompagnati dai venti locali da NNE prevalenti. Le condizioni atmosferiche (tra umidità elevata nei bassi strati e vento ben strutturato nella quota) favoriscono l’innesco e la durata dei temporali, seppur in un contesto non ottimale per diffusione/estensione specie in pianura.

DISCUSSIONE

Dal pomeriggio potrebbero configurarsi delle zone di confluenza, con delle componenti più opposte e marcate del vento superficiale nel corso del tardo pomeriggio, a ridosso della pianura veneto-friulana, con windshear direzionale positivo nei bassi livelli e accelerazioni di speed shear oltre i 25–30 m/s (DLS 0–6 km). In tale contesto risultano cruciali le simulazioni ad area limitata, che tendono a collocare un minimo orografico posto con baricentro nei pressi della fascia pedemontana veneta (1.009 hPa~), comportando una discreta accentuazione delle convergenze superficiali, evincibili anche da un aumento della concentrazione del mixr 0–500 m oltre i 12 g/kg e del dew point sulla medesima area, oltre i 20–22 °C. Pertanto si segnalano buone condizioni per un temporale a supercella di tipo low-topped tra le aree pedemontane del Bellunese e Trevigiano, mentre le Prealpi del FVG risulteranno più esposte alla forzatura dinamica del fronte freddo a NE e dell'orografia locale, dove tra la sera o nel corso della notte potrebbe transitare un sistema temporalesco più esteso organizzato alla mesoscala con rischio di alluvioni lampo sul comparto montuoso della Carnia, la cui collocazione esatta al momento risulta incerta, considerando che il sistema stesso potrebbe evolvere in un QLCS, transitando in un secondo momento oltre le zone di confine e la Slovenia, perdendo intensità o assumendo verosimilmente caratteristiche generiche multicellulari, con un'attività convettiva più disorganizzata. Qualora i fenomeni dovessero persistere sull’arco alpino nord-orientale, non si escludono outflow boundary alla base delle aree temporalesche, che a loro volta potrebbero sopraggiungere verso le pianure mediante una modesta pseudoventilazione di Bora e/o Grecale, incentrata in pochi km nel medesimo livello di pericolosità 1. Tra i fenomeni rientranti nel livello 1 sono attesi rovesci grandinigeni di medie dimensioni con chicchi aventi diametro tra i 2-3 cm (non escludendo grandezze più rilevanti in presenza di supercelle), raffiche di vento e tornado, quest’ultimo maggiormente possibile sulle pianure interne, dove non si escludono tentativi di formazione o, al più, mesovortici nei pressi della leading edge anteriore del temporale preesistente lungo la fascia prealpina e/o pedemontana. A rendere plausibile questo scenario è anche la concentrazione degli indici compositi SCP (tra 3–4) e STP (tra 0.8 e 1), dato l’ambiente con elevata elicità, per un SRH 0–3 km localmente oltre i 200 m²/s², in coerenza con gli odografi virtuali simulati, con poche variazioni di rilievo almeno fino alle ore serali. Data la marginalità del contesto sinottico ed evolutivo comunque al NE, si è deciso di porre un livello di pericolosità e probabilità 1 esteso sulle pianure, dato il supporto di una cinematica favorevole all’innesco e al sostentamento dei temporali localmente forti, seppure oltralpe o al confine le condizioni per dei temporali forti e diffusi risulteranno più marcate, per una migliore collocazione dei sistemi temporaleschi alla base del ramo divergente della corrente a getto.
PRETEMP è un gruppo di lavoro che si pone l'obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano. PRETEMP NON EMETTE ALLERTE bensì previsioni probabilistiche sperimentali. PRETEMP inoltre svolge attività di raccolta di segnalazioni dei fenomeni severi avvenuti in collaborazione con l'associazione Meteonetwork e l'European Severe Storms Laboratory attraverso il database Storm Report al fine di verificare le previsioni emesse. 

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